A GOOD AMERICAN di Friedrich Moser (co-prodotto da Oliver Stone)

22 FEBBRAIO 2019 – Terrorismo globale

INTRODUZIONE

Dopo la fine della Guerra Fredda, il matematico Bill Binney, brillante tecnico della NSA, inizia a sviluppare un programma di sorveglianza che, senza invadere la privacy, promette un altissimo grado di affidabilità, garantendo una prevenzione quasi totale contro possibili minacce. Tre settimane prima dell’11 settembre 2001, i vertici dell’NSA sospendono l’utilizzo del programma di Binney, in favore di un più costoso software concorrente. “L’undici settembre poteva essere evitato.” La denuncia dei programmi di sorveglianza di massa americani e delle falle dell’intelligence mondiale di William Edward Binney, genio della matematica specializzato in crittografia, ex capo analista alla National Security Agency.

INTERVISTA DI BILL BINNEY (versione italiana)

 

SCHEDA DIDATTICA

È nel mondo digitale che si combattono le nuove guerre, le cosiddette guerre asimmetriche o non convenzionali, cosi chiamate perché combattute non fra Stati su un piano di formale parità (guerre tradizionali) ma da nuovi attori (network terroristici, criminalità organizzata, etc.) che utilizzano una serie di mezzi diversi da quelli militari: commerciali, cibernetici, finanziari. La questione della sicurezza nazionale – e degli strumenti attraverso cui un governo la persegue – si pone quindi con drammatica urgenza con la presidenza di Donald Trump alla Casa Bianca.

A Good American di Friedrich Moser è uno spy thriller, un documentario geopolitico che seppur privo di un contraddittorio critico a causa del rifiuto delle parti in causa (i vertici della National Security Agency) offre importanti informazioni e chiavi di lettura dei più importanti avvenimenti legati alla sicurezza nazionale, sulla capacità delle tecnologie informatiche di garantirla e cosa fondamentale sul loro ingerenza nella vita privata dei comuni cittadini dietro la scusa della lotta al terrorismo internazionale

Il “buon americano” è Bill Binney, critto-matematico, decodificatore, analista dell’intelligence, geniale inventore di sistemi di decrittazione e raccolta dati. Grazie alla sua abilità di traffic analyst, Binney durante la Guerra Fredda è in Turchia, dove analizza una enorme quantità di dati, i metadati, mettendoli in relazione fra loro, per decifrare le mosse dell’Armata Sovietica, riuscendo a prevedere l’invasione russa della Cecoslovacchia e dell’Afghanistan.

Bill Binney è stato per anni direttore tecnico della National Security Agency, l’organismo incaricato della sicurezza nazionale statunitense.  Come la definisce Binney “la più grande, la più costosa e la più tecnologicamente sofisticata organizzazione di spionaggio che il mondo abbia mai conosciuto.” Dopo la fine della Guerra Fredda inizia a sviluppare ThinThread, un rivoluzionario programma di Binney di raccolta, interpretazione ed archiviazione di qualsiasi segnale elettronico sulla terra senza invadere la privacy dei cittadini. Un sofisticato software di sorveglianza in grado di decodificare e interpretare miliardi di dati raccolti attraverso collegamenti telefonici e interazioni digitali. Il sistema messo a punto da Binney è in grado di interpretare questi dati secondo indicatori di pericolo in grado di evitare gli stessi attacchi. “Tra il 1996 e il 1998 eravamo riusciti perfino ad individuare il numero satellitare di Bin Laden” – spiega Binney – il comportamento umano è estremamente schematizzato bisogna solo individuare i modelli e interpretarli correttamente.”

Il programma ThinThread costa poco (questa è la tesi del docu-thriller) e per questo motivo viene accantonato dai vertici della NSA tre settimane prima degli attacchi dell’11 settembre. Al suo posto un altro sistema di sorveglianza, Trailblazer Project, pagato miliardi di dollari ad un’azienda privata. Il nuovo sistema non riesce a prevenire l’attacco alle Torri Gemelle. Un mese dopo, Binney scopre che il suo programma ThinThread viene usato per spiare la popolazione americana nel clima delle misure eccezionali varate dal presidente George W. Bush all’indomani dell’11 settembre. Il sistema di Binney, ThinThread, era stato sviluppato con una serie di filtri a protezione della privacy e dell’anonimato degli utenti della rete. Il diritto alla privacy viene invece violato dal nuovo programma Trailblazer privo di restrizioni. Inizia cosi la sorveglianza di massa. L’America comincia a spiare i suoi cittadini. Non solo. Di fronte al fallimento di Trailblazer, i vertici della sicurezza nazionale riprendono il programma di Binney, ThinThread.

Malgrado ne abbia fatto parte per anni, Bill Binney decide di denunciare il sistema di sicurezza nazionale americano (la CIA, l’FBI, la NSA). Nel 2002 chiede al Dipartimento di Difesa degli USA di condurre un’indagine sulla NSA per aver sprecato milioni di dollari non necessari con Trailblazer. Di tutta risposta, l’FBI organizza una retata nella casa di Bill per prelevare i dati di ThinThread.Prima di Edward Snowden, il più famoso whistleblower del mondo, è stato Binney a denunciare i metodi di sorveglianza di massa americani, tanto da aver ispirato lo stesso Snowden a farlo (nel film di Oliver Stone Snowden, Binney è interpretato da Nicolas Cage). Bill Binney ha denunciato la NSA, e quindi il governo americano, per violazione della Costituzione degli Stati Uniti d’America laddove garantisce il diritto alla privacy dei cittadini.

Il punto di partenza di A Good American è che l’attentato dell’11 settembre si poteva evitare. Tutte le informazioni necessarie erano nell’enorme database di raccolta dati della National Security Agency. Il programma di Binney, ThinThread, avrebbe consentito di decifrare queste informazioni, creando relazioni fra i dati. E allora perché non è accaduto? Interessi economici e negligenza lo avrebbero impedito. Va detto che la tesi, di enorme gravità, è priva di un reale riscontro, basandosi sulle conclusioni dello stesso Binney (fondate e verosimili) e sulle simulazioni effettuate dopo gli attentati.

Di certo, ed è un dato inconfutabile, “A Good American”, ci rende consapevoli di quanto tutti noi siamo manipolati da un potere più grande di quanto possiamo immaginare.

 


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